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ipse dixit

Merini: “Anch’io ho paura di morire senza aver risolto il mio giallo, che non è il mio, ma quello di qualche altra persona”. – - Quindi penzài: non ex-iste ‘io’ ma solo noi o tu-egli o voi…tu per es-empio vicino al cuor de la creatiòn chi ti credi di es-sere? Ipse dixit: “Notturna-mente risiedo in un bailàmme di carte stracce proprio tipo strame; e le rane ora dove stanno gracidando? Versando il lor liquàme in qualche vaso da notte-canale-tv! Eh-eh occorre fare un po’ d’attenzione ai miti superflui del presente, più che a quelli del passato… Mi son trovato un lavoretto abbastanza anti-depressivo per i 60anni, in reatà li ho compiuti il 4 marzo, poi mi scrivono in francese come se mi dovessi o potessi ricordare le lingue con cui parlavo via-via nelle precedenti in-carnazioni, allora perché non (anche)qualche linguaggio abissale-aramaico? MA rifuggo dai fulmini a ciel sereno, anche se conosco bene i misteri dell’invisibile; intanto il prete d’ogni parrocchia ha bisogno di fedeli, lo scrittore di un po’ di lettori non troppo disattenti, l’operaio di sogni così ha bisogno di non elaborare troppi incubi, e lo sceneggiatore di non scrivere troppe cazzate da mettere in bocca agli attori di qualche serie-tv; invece, non sono riuscito a trovare lavoro come bagnino o qualcosa del genere, sulla spiaggia che si snoda e rimodella a seconda delle invernali forti mareggiate, proprio sotto un grande albergo. Mi sento malato, forse un grande infermo alla Rimbaud, non ho neanche le tecniche capacità o possibilità di crearmi un buon-bottone per le eventuali donazioni da parte d’una qualche fan… – Non riesco più nemmeno a giocare a ping-pong come si divertiva a fare per es. Henry Miller – anche a Milano, postmoderna rosticceria degli spiriti, (che rottura di palle anche ‘ste presunte ‘ogni volta’  avanguardie architettòniche) – sotto gli ex-occhi del Nico cugino di Pasol… – La grande poetessa(Merini): “E quando mi dicono che sono disordinata, e lo sono, non sanno che ho visto il peggio e sono sopravvissuta”. – - Ora son sicuro che la vita va vissuta senza rimpianti, anche senza mascherine, senza bisogno di rimmel  o fondo-tinta, meglio un bel Chiaroscuro caravaggesco per Di-d-Dioo! meglio di tutto un po’ d’acqua&sapone che pulisce via anche il màscara e le maschere appunto, sono sicuro che la vita va vissuta ‘acqua e sapone’ ma cristu gh’è poghh de fa-àh. – Anche l’Adamo et Eva vanno esternàti senza rimpianti, infatti non bisogna morire di rimpianti… – Non c’è bisogno di discendere da Carlo Martello o da Pipino il Breve per capire un minimo l’antìfona… però resto cmq collegato al Beyle-Stendhal(Memorie d’egotismo) anche se non ho mai letto La Certosa di Parma et alia sua. Fatto sta che la sindrome di Stendhal m’ha afferrato Qualche-Volta per la gola e gli occhi con un gran senso abissale di Proprio sentirmi crepare giù per terra in fondo agli ultimi gradini del Gran-palazzo o museo che fosse con tali opere-capolavori dell’antichità nella tal città…Ah-Ha.

Mah, a propos. di padri di artisti, quel tal pater sarebbe divenuto un notaio e aveva avuto una relaz.clandest. con quella donna natìva di V. ed ora stava per sposarne un’altra in un luogo un po’ più lontano; per fortuna per il bambino-artista c’era pur sempre il nonno paterno ecc. (ma che bisogno c’è di andare sempre a rin-vangare queste storie? E’ come immettersi ogni volta in un giallo-tv a puntate trapuntàto poi sempre da qualche errore&orrore: perciò chiudo le tv e chiudo anche con le scritture&fritture miste). – Ma come faceva il mio amico ‘bevuto’ – durante le lunghe soste serali nella pizzeria ‘Porca Vacca’: “Ma rumpé mia tant i ciudéll!(=Ma non rompete tanto le palle!)”  – Tra l’altro non so perchè vengono in tantissimi a pretendere di pubblicizzare il viagra! – io? mai usato, preferivo le amfe… C’è poi chi si sente forse un po’ preso per il culo oppure pensa che sia sconveniente? Ogni tanto usiamo&adoperiamo un dialetto o un mix di dialetti che ci premono dentro-grottescamente&maccheronica-mente; e vengo sgridato come se davvero scrivessi e vivessi ad un basso livello…: “Deh, agh vol la panscé(o)tta afumigàda, da mèta in dei spaghétt!”(=ci vuole la pancetta affumicata, da mettere negli…), mi faceva il Vito-piemontese-lacustre tra una canna e l’altra nei ann-vutànta(ottanta); ed io di rimando a lui, che si credeva ateo-completo: “Se è per quello ci sono tanti&troppi che sono più che altro ‘cattolici’ – in senso ottuso&inquisitorio, quindi non son certo dei veri ‘cristiani’ nel senso di ‘condividere’…” – Tema questo che andrebbe un po’ sviluppato a mo’ di saggio…ma chi si prenderebbe oggi la briga?…Nui i suma mia pùù(=non siamo certo più) ai temp de l’ultima ghéra(guerra), cula là insùma!(=quella là insomma!) – sono un poeta ossia un microbino (nel mondo attuale che ha svilito completamente l’individuo creatore).

 

 

Categorie:scrittura creativa Tag:
  1. 19 Maggio 2017 a 12:14 | #1

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