popoli

26 Settembre 2016 Nessun commento

Non so se l’ho già postata qui, ma cmq la rimetto, come si rimettono tanti ‘peccatucci’ o su una mano ‘na banan-na semi-sbucciata o una ricottina mordace, cadente parzialmente sul terriccio – prendendo un topìcco col piede-dx contro pietruzza sporgente – seguendo tu come lei le nuvole lassù…facendo quindi scarsa attenzione nel mentre si cammina – sicché la ‘cosina’ oscilla e scivola tra le mani, insomma slitta via… La riposto qui anche per come si rigetta sul selciato del catarro-bilioso… Cmq dovrei esser lieto poiché ho ricevuto il commento chissà-dove(altrove) di un tale Don Pompeo; ecco, prima la poe – poi il comm.:

Popoli che trascinano un unico mantello
costellato di ventose
che spalancano sul futuro
una pena a sghimbescio, mentre
la gravità del piombo
cola nel cuore
coi funérei astri, che forti premono
come dolciastre mammelle, a cinderle
per tramandarci i loro succulenti
peccati.

Pomp: “Molti degli utenti di questo sito, per ignoranza, amando la non vera poesia, ignorano questa, che è una meraviglia e ti alzo il pollice per riconoscenza. Ma a tua volta guardati intorno e non ignorare chi ti stima. Anche perché quell’unico pollice alzato ‘qui’ è stato il mio.”

Ps: sono andato a ‘guardare’ qualcosa del Pomp.. e ho scoperto che tal-Pompeo ha pubblicato o cmq scritto più di 3600 poesie, in verità di stampo tipo-frate-mediovalesco o giù di lì, e parecchi racconti. – Ma così mi sono presto risolto a rispondere al Pomp:

“grazie Pompeo! Noi siamo forse – quasi ‘contemporanei’? Ma è chiaro cmq che i nostri ‘contemporanei’ son molto spesso dei veri e propri barbari… o se preferisci, dei trogloditi iper CONSUNTI ossìa consumàti da pseudo-valori-iper-consumistici… (Non dunque gli innumerevoli popoli. poveri d’Afrika o del lontano Oriente, spesso in perenni fughe di massa…) – E per suggellare guizzi di gioia desolata ecco questo pensiero, ri-posto ancora qui pochi versi che scrissi nel lontano ‘rinascimento’ o rinascita della mia non perduta bensì danzante giovinezza:

< (Cristo démone ci apparve tra le betulle-nane di Spoleto mentre una tal Faccia-di-Cervo, non più fuggitivo, cercava di frantumare i nodi più intricàti del mistero umano – sviluppàti nel modulo di lacerati universi… Sognai quindi un uomo di paese che somigliava a Lino Banf (a cui qualcuno aveva chiesto sulla soglia di un bar: “Scusi, lei conosce un sant’uomo che all’anagrafe si chiamava Forgione?” – E Banf tra sé e sé: “Ma chi sarà mai ‘sto Forgione?)) – - – Beh, Francesco Forgione divenne Padre Pio (nato in Campania a Pietrelcina (=La pietra piccìna) prov. di Benevento, scomparso nel 1968 in Puglia in prov. di Foggia (a San Giovanni Rotondo).

CREDO INFINE CHE SACRI VOLTI

porrànno FINE ALL’UMANA  SVENTURA >.

E ancora: < Poiché tra gli Invisibili pochi mi amavano, sono venuto al mondo Quasi soave urlando…>

—- Vagliai da ultimo in tv la Raggi sindaco di Roma; forse pochi se ne sono accorti, ma lei ha un notevole AUTOCOSCIENTE-PRIMORDIALE…che a volte – e non se ne avvede – le sfugge di mano ovvero le prorompe dal viso.

 

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tempus

19 Settembre 2016 108 commenti

Inviato da annette il 25/09/2016 per il post “Amazzonica et alia” sul mio blog “L’inquieto risveglio” (che ha ottenuto fin’ora, a onor del vero, un milione e 40mila visite e diverse migliaia di commenti – ma non posso certo vantarmi da vivo, mentre se fossi già morto, invece magari sì – Fatto sta che non un solo euro m’è entrato nelle saccòcce- e mi trovo in stato totalmente fallimentare – indipendentemente dai cosiddetti blog o dalla qualità di questa scrittura o dagli estròsi-scherzi cosiddetti di natura):

“Niсe post. І was checking constantly this blog and I’m іmprеssed!
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Passai quasi tutto il mio tempo a rimuginare frasi e parole di certi pensatori-creatori: “Egli dall’immondo strepito / di parole slabbrate, salva / poche frasi austere e chiare” (Czeslaw  Milosz) – oppure i tanti aforismi di Elias Canetti. – Ecco quel che pensava in pratica lo stoico imperatore Marco Aurelio, che traduco forse ora troppo modernamente: “Interagire senza farsi tante illusioni, quindi  lasciar perdere senza difficoltà”, dimostra cmq che gli imperativi-categorici di alcuni stoici anticiparono di molti secoli il pensiero nicciano che riguarda specialmente il superuomo o meglio l’ultrauomo (o extrauomo). – Ma a questo punto, tutte le mie insicurezze e le imprecisioni ecc., il non avere qui a portata di mano tanti libri e testi che ho disseminato tra Milano e il Piemonte-lacustre, mi sommergono e non mi danno il viatico per una qualche salvazione. – Dalì sosteneva che lui mentre era vivo – è stato più bravo in sostanza, di Nietzsche, perché non ha ceduto al fragile impulso d’impazzire; ma forse Dalì non voleva tenere abbastanza in conto che l’impazzimento come il suicidio dipendono essenzialmente da predisposizioni genetiche, ovvero uno particolarmente predisposto va incontro al proprio destino(come le mie amiche Gata e Neva che si sono gettate più o meno nello stesso periodo da una finestra)… Se poi un grande pensatore-filologo era affetto oltre che da un sacco di turbe nervose, dall’aggravarsi della sifilide (che nell’Ottocento non poteva essere curata)…il tetro gioco (poniamo quello subdolo e classicamente tortuoso come un diavolo) è fatto; bé, sei fatto fuori, cotto a dovere, anche se sei un immortale. – Ma il Diario del genio, di Dalì, lo presi in prestito nella biblioteca milanese all’interno del Castello Sforzesco dove Leonardo da Vinci era considerato più che altro maestro-allestitòre -cerimoniére…  (e Sforza significa ‘forza’ ed era in origine quell’umile famiglia romagnola degli Atténdolo che a poco a poco riuscì ad espandersi ‘machiavellicamente’ fino a prendere il potere anche in buona parte della Lombardia e quindi diventando addirittura i Signori di Milano); – è davvero interessante quel Diario del genio perché dimostra ad esempio che il pittore catalàno non era per le dittature, bensì per le monarchie; è come se un artista – poniamo oggi in Italia – preferisse o optasse per il ritorno di un re effettivo (però spero non necessariamente i Savoia) – al posto di un Renzino o d’un Berlusconide… Anche per le dinastie europee occorrerebbe un’alternativa, che io stesso auspicherei al limite del..fantapolitico..per rompere il famigerato muro-di-gomma-dura dell’arteriosclerosi storica. –  Cmq x ritornare un attimo ancora a Dalì, egli parlava spesso grottescamente di un Hitler femminile o femmineo, e mi fa venire in mente “Pompe funebri” di Jean Genet. – Il nuovo sistema europeo preconizzato da Dalì quindi parte dalla profezia ìnsita nell’Albero di Iesse, la cui storiografia è ben illustrata ed istoriata sul-e-nel portone del Duomo di Orvieto: ineffabile qualità che notai  negli anni ’80 – di passaggio con mea mater (con la quale andavo ‘ingenuamente’ ancora un po’ d’accordo!) mentre  stavamo per scendere insieme al Tirreno calabrese. – Ma per dirla in breve, l’importanza dell’albero genealogico di Jesse, che di re Davide era il padre (dormiente e sognante antenati e discendenze),  consiste nella sua relazione esatta con Gesù…E soprattutto per la matrice genetica ossia la Matrix-Abramo da cui scaturirono esattamente ossia in maniera ineffabilmente-matematica: ebraismo&cristianesimo&islam.

Intanto la femmina-odontoiàtra: – Sai quanto mi piacerebbe ricevere una lettera scritta a mano da te? tantissimo! Sarebbe un bellissimo regalo di compleanno.       ..Buona giornata a te poeta! un bacio. Bellissima la poesia che hai scritto (Mary2).

Albé: – Finita adesso gran bella cena con l’uomo toscano che assomiglia al Cétt – et consorte… Poi, trovo sul web questo nuovo commento ai miei scritti: “Hurrah! After all I got a web site from where I be able to in fact take useful information concerning my study and knowledge.”. – La poe Mary2 sei tu, quindi èrati dedicata. Per quella per posta cartacea invece, devi attendere qualche giorno perché è in cantiere cioè in fì-eri (elaborazione strenua ovvero estrema). Quella erotica però l’ho strappata perché mi vergognavo (così m’ha consigliato la prudente moglie del Cétt); ed or che fo’?My face perderò?

  • Odontoiàtra: – Dunque Mary2 sono io? è una sensazione bellissima! grazie sei un tesoro….per quanto riguarda la tua faccia…nn la perderai MAI! continua a scrivere. ..sarebbe peccato se tu nn lo facessi! Ma cosa mai avrai scritto di “così erotico”…per stracciare tutto? Se la prudente…moglie di Cett però così ti consigliò. …buona giornata e un bacio.
  •  Albé: - ma posso mandarti una poesia cartacea-autografa che già composi tempo addietro, qual brano musicale antiquooo (et post-moderno?) pour votre anniversaire.
  • Una visitatrice: - Se tu hai qualche consiglio-raccomandazione, si prega di condividere.
  • Albé: - "No, nn me ne intendo, è già un miracolo così (per il sottoscritto) - di cercare o provare a condividere pensieri&emozioni
  •  s-legàti ad un certo tipo di cultura, a volte in apnea-rizoma, considerando che il poco che ancora riesco a scrivere-comunica
  •  forse qualcosa di genuino - come cellula un po'aliena-d'integratore x provare a interagire oltre il muro dell'eterno pianto e risate
  •  fasulle - perché è anche inutile vomitare-sghignazzare, sia pur sconvolti da ciò che sempre accade e quasi mai col cazzo che mi presto
  • a 'sti giochi del put: per tali cazzi (acidi) infatti c'è già troppa pubblicità massiccia et tv strabordante dai tombini e cassonetti più
  •  o meno mondani con politicùme-pollàme, il che nn verrà mai mondato né dal calcio né da pallottole cinesi, né dal sol-levante poiché
  •  tutto appare ormai così devastante, e fors'anche irrilevante; perciò mi sento quantomeno irriverente; sebbene ormai dovrebbe contare
  •  più che altro il prestare la dovuta attenzione (e partecipazione) al fenomeno epocale della tragedia-migratòria...
  • Beato in ogni caso James Joyce che, fra i tanti suoi racconti-capolavori, è riuscito anche a cogliere come nessun altro la descrizione
  •  dell'ineffàbile ragazza solitaria che sta prendendo un bagno nel mare come se fosse ora circa un secolo fa - anzi no, son'io che
  •  la pensavo bagnante, in realtà viene descritta quasi immobile nell'acqua bassa dove non ci possono essere che le magistrali parole
  •  dell'irlandese.
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detto^fatto

13 Settembre 2016 733 commenti

Bisogna avere nella propria carne
umiltà di cuore, una buona dose
di coraggio astrale – per farci accettare così

da una sorta di magia naturale.

Se mi fa piacere condividere pensieri cultura ed esperienze? Certo! Anche perché il tutto fa parte appunto della condivisione ovvero dell’essere alla mia maniera un cristiano, che proviene in ogni caso come da varie – considerate tali (dai cattolici della Chiesa di Roma)nel corso dei secoli – eresie – et dunque so di provenire dal paganesimo, fin dai presocratici, dai Macedoni – per es. delle fantastiche rose di Pieria, dai tuffi nel mare Jonio presso la tomba di Cassiodoro, poi: dalle isole Tremiti dove anticamente, a parte i guerrieri di Diomede giunti da Troia, arrivarono anche i pirati che uccisero tutti i frati della chiesa-fortezza isolana, fingendo che nella bara già chiusa ci fosse il corpo del loro capo – che doveva essere benedetto in quella chiesa, invece [tale bara] era piena di spade et curtiélli.

Poi venni in Sardinia et conobbi così la storia locale, compresa quella della regina a cavallo tra il 1300 e il 1400, la grande judichessa d’Arborea (Oristano) Eleonora, che saliva estivamente – per sfuggir pure alle troppe zanzare-le terribili anòfele – al castello di Làconi(prov. di Nuoro), che era stato costruito per il gran polmone d’ossigeno et Natura incontaminata tutt’attorno a quei luoghi amèni-fulcro di cacciagione, piacere et selvatico-svago estremo. Eleonora era sposata al baldo genovese Brancaleone Doria che fu ben presto fatto prigioniero  dagli aragonesi – e quindi rinchiuso per un mucchio d’anni nella ventosa Torre dell’Elefante, situata nel centro storico di Calàritum(Cagliari). Cmq negli ultimi anni di sua vita Eleonora potè finalmente ricongiungersi al Brancaleone, ridotto ovviamente assai male in arnese.

Ah, ero molto amico dell’ottimo fotografo di moda Jean-Paul-Barì,  stavo molto spesso a casa sua anche perché era un ottimo cuoco, ed ho sempre avuto una sorta di fame atàvica…-  A Milano abitavo vicino al carcere di San Vittore, vedevo proprio dall’alto il dentro del carcere – e ricordo anche qualche insurrezione interna – quando ‘gli ospiti’ salirono in tanti sui tetti dei vari raggi carcerari, cercando poi (alcuni) di squagliarsela oltre le mura…

Stomatologa: – Ho ricevuto la tua lettera[cartacea] oggi…e nn ho saputo resistere alla tentazione di aprirla! la prima cosa che è uscita…è stato un profumo buonissimo (che continuo ad annusare perché mi piace)poi un foglio scritto..la poesia di Carlo da te definito “il poetino spoletino”, quindi un foglio di calendario (di cui dovrai dirmi il significato) e per ultima la tua poesia scritta da te!! ti ringrazio del pensiero….la conserverò per sempre! una poesia scritta tanti anni fa. ..come mai questa, Alberto?  grazie del pensiero….davvero tanto! mi scuso di nn essere alla tua altezza in competenze letterarie….so scrivere ricette, prescrizioni mediche,referti….cose cosi diverse da quelle che scrivi tu! ma sono felice di aver ricevuto questa poesia scritta da te!! un bacio di cuore.

- Quindi mi capita di leggere qui nel blog il commento d’un certo tipo di vecchietto-anglosàxon – che è stato abbagliato o ha preso un abbaglio insomma, o semplicemente ha letto del sottoscritto solo qualche frammento…il suo insistere per altro con la parola “ragazzi”…Non si capisce come mai costui pensi o finga di credere che ‘noi’ chi? facciamo parte di qualche schiera del ‘mucchio selvaggio’…Forse vuole intendere che siamo o facciamo gli eterni ragazzi? Infatti anche quell’ “up too” lo devo intendere un po’ come essere ‘troppo-su-di-giri’ ovvero stra-bordante. Sì è vero: molti giovani e meno giovani se è per quello – bevono troppo, si drogano, o cmq insomma si bevono presto o tardi il cervello. Mi dispiace, ma credo che avvenga proprio così, oltre le diffusissime checcherie di testa…   Invece per il caso mio, sia chiaro che il passato non è morto, ma è semplicemente passato, e ciò chiaramente non ci basta mai…

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Alberi (lunga – variante)

11 Settembre 2016 Nessun commento

 Alberi che muovono i primi

passi nei nostri occhi: non è vero

che gli alberi stanno fermi a farsi con-gelare -

dannarsi l’anima delle foglie – come nelle radici -

trasudar gonfi di pioggia a Seattle come intorno

ai laghi piemontesi. – Poi, quando

arriveranno motoseghe – alberi stremati con la

propria scorza – così fragile e dura d’elefanti

o di animali vegetanti e vaganti, solitari oppure

in branco. Immoti? resistono comunque, chissà

se incuranti del loro eterno fidanzamento col firmamento vegetale –

Si alzano con un semplice-atàvico poema immenso,

giammai immèmori di ciò

che hanno dato e assorbito – Alberi che si

smuovono come se riflettessero le nostre azioni-quotidiane

sui nostri sguardi-sgomenti nel vespero: seràfiche brezze li smuovono

 lentamente d’intorno, mentre poco distanti nella sera stanno

s-ballando sulla pista alcune fiche-pazze-impasticcàte – trascinando

lunghe catene di fiori plasticati tra i capelli – nuclei s-radicati 

e infradiciàti d’un rituale-sacrificio un po’ satanico,

illusoriamente ingemmato – di chissà-quali speranze, supine?

Intanto – nel sottosuolo della nostra mente essi-alberi governano

i flussi più marginali della psiche! Alberi che ci

vivono accanto – ma…come noi Non possono morire mai:

ci passano oltre, a Ca-gliari

come in Ca-lifornia: oltrepassano le nostre ombre

come fantasmi sui rami segati, sulle foglie cadute, ormai degradate

per rigenerarle – Ben oltre chi aveva calpestato

queste piccolissime forme-di-stelle.

Alberi-antenati nelle lontane maree del sangue,

futuri-anteriori ai nostri sogni

e dentro i bulbi oculàri i loro Lari che crepitano con assoluto ardore

come le gambe dei burattini di turno nei falò d’inverno.

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era sì languida rosa-canterina

11 Settembre 2016 Nessun commento

ma ora-suo fan nn son già-piùùù…; sarebbe infatti ancor giovane ma già attempata anche per il troppo successo ottenuto… con dita grassoccelle et pubbliche-risatine pavoncelle… L’ho appena vista-inter/vistata da F. reuccio-tv che sa fare indubbiamente il suo mestiere, ma appare anche – a mio modesto avviso  – un fantoccino-culturale ovvero un-plenipotenziario come una marca importante di dentifricio o di birra. – E’ poi il ‘feudatario’ tra gli altri -  di un vassallo verso di lui perpetuamente inginocchiato(prònubo-paraninfo? – come il provincial-Man protéso  verso l’assoluto-canòro – ché mediante il proprio talento è riuscito cmq a toccare il cielo con le proprie corde vocali… – - Ma x tornare dunque alla famosa inglesina, l’ho trovata simpatica ma dimostra purtroppo più anni dei suoi attuali; troppo ridanciana, troppo sicura di sé e del suo super-ricco conto in banca; ha dei bei denti, sa ridere bene ma ha quelle brutte manotte da signora inglese 50enne che fuma-beve-gioca a canasta-chissà. Bravissima certo come cantante ma deludente per mio conto – come persona-personaggio-pubblico (ritorniamo sempre al famigerato pasoliniano “bisogna  saper deludere”. Ma qui, in quale senso poi dovremmo intenderlo?) – Chissà perché queste ex ragazze nn appena fanno un figlio e si accasano in qualche relazione seria, ben presto si svaccano sul serio… La preferivo insomma qualche anno fa, all’epoca del suo più grande successo ‘planetario’, un po’ depressa come l’aveva definita il comico Crozza. – Assomiglia tra l’altro un po’ in brutto – alla Brooke Shields-inizio anni ’80; (ma non è per nulla simile a quell’Adele H del drammatico film (1975) di Truffaut con l’allora sexy-bella e posatrice-manierata Isabelle Adjani, che impersonava appunto la figlia del grande Victor Hugo, fuggita in Canada – innamorata-persa di un ufficialetto inglese…) -

- – Avrei voluto avere un fratello non-pubblicitario-tutto azzimato, che si metteva la retìna(piccola rete) sui capelli bagnati per non scompigliarli facendosi il phon… Insomma, uno non così noioso e smanioso nel suo piccolo di comandare… E non trafitto dai raggi gelidi-dei-birignào…Pretendeva con la moglie-faìna di arraffare tutta la mobilia di casa-Giurlani-Alé-magna…senza minimamente tener conto del sottoscritto, con la scusa che avrei venduto (ma eran fatti miei, come erede…) la mia eventuale-parte… – Per es. avrei voluto un fratello astrofisico, un po’ come il prof Bignami… O un fratello come quello di Paolo Villaggio, un prof universitario così originale che andava a piedi nudi per Pisa…Uno che per lo meno non si lamentasse di avere un fratello-minore, “un po’ zingaro ed intellettuale”… – Il mio amico portiere-poi-suicida, di Soresina (Cremona) – che conosceva piuttosto bene la situazzione-milanese mi diceva in dialét-t: “Fa’ ‘tanziòn che cui-làà i frégan a man-bàsaa! (Fai attenzione che quelli là fregano a man-bassa). In cum’i ratt che i divoran tout-coss e poi ‘fan <tabak-trafìk>e at-làsan in mutànd!”(=Sono come i sorci che divorano tutto-quanto e poi se la svignano lasciandoti in mutande..) – Già, pretendono sempre di rubare senza riuscire a fermarsi… Infatti: perseveràre diabòlicum est! (da Seneca&Sant’Agostino).

Spiegava il poeta Orazio nelle Satire, che non bisogna essere avidamente smodàti: - est modus in rebus… – Ora devo cambiare un po’ un paio di noti versi di Thomas, per ricostruire la più recente piega che ha preso la mia avventurosa vita, pur attualmente sedentaria-marina (come un buon ritiro). Ma ecco i versi in questione: “Do not go gentle… Rage, rage against…” – Tipo: “Non andartene docile (in quel Tribunale di Torino), Infuria-infuria contro i par-penti”. – Lo so, così viene un po’ male… (Ma stamattina, quando per caso ho incontrato Tommaso, un povero pakistano che sta tutto il giorno fuori da un market… è riuscito  a recuperare un euro da un carrello del supermarket, elaborando una certa tecnica – infilando dentro al carrello successivo e quindi al precedente – un pezzetto rotondo di plastica…Quando finalmente ha avuto in mano un euro, tutto suo, quasi mi sono emozionato nel vedere che gli brillavano gli occhi, roba da non credere (senza bisogno di chiedere  qualche spicciolo ogni volta con la mano tesa nel Nulla, tanto che non la si usa quasi più, a meno che uno non sia proprio un derelitto…; ma la comunità appare cmq quasi sempre indifferente e non-curante si sa, quasi le società fossero una Bestiabianco-nera simile alle forze di Natura – ora tecnologicamente quasi perfetta nella sua molto spesso Quasi tot-ottusità; perciò Tommaso fa un po’ come me: tiene su una maschera con un suo dignitoso silenzio, mentre io se ci provo riesco peggio e ci esco spigolo-di-merda. – Per un attimo penso alla canzone di M. “Cambierà questo vento che è contro di me e che fa lagrimar gli occhi miei”. Però mi sono di nuovo detto: quanto sono stato  coglione se penso alle migliaia e migliaia di euro che mi son lasciato fregare impunemente  - dai maledetti-par-penti in tutti questi anni di mio quasi voluto-esasperato ‘assenteismo’… Tuttavia ora i nodi stanno per venire al pettine, non solo per me ma anche per loro. Peggio per loro dunque, che hanno voluto esagerare nel lucro). Come mi disse una volta un’abbastanza saggia conoscente-pantésca(di Pantelleria): “Eh, ci sono tante di quelle persone d’ogni età e in condizioni apparentemente normali, che tendono a fare del male – prima che ad altri, a se stesse…”- – - Uno dei giovani fratelli della lacustre famiglia-piemuntéisa dei ‘Mérica(=America, così chiamati perché i nonni eran migrati negli Stati Un.) – bisticciava sempre un po’ con l’altro fratello, mentre stavamo preparando qualcosa da mangiare in un piccolo bivacco ai margini d’un bosco: “Fa’ mia il bastard! Gh-n’ho bégn a sé..”(=Non fare il bastardo! Che ne ho già abbastanza..” – E l’altro, con mimica grottesca: “Ma va’ in-braròla!”(=Fòttiti, ovvero: vai e fatti cuocer su come una salsiccia o le castagne sulla brace).

Ma ora sono concentrato su qualcosa…come per es. uno dei più bei racconti di Joyce, “I morti”, dato che i morti cmq di solito non ti fregano…come invece di solito fanno ‘i vivi’ ovvero le ombre-zombeggianti… – E quindi ho trovato questo lungo-brano-autobiografico dell’attore Rutger Hauer che riguarda la scena finale del suo-replicante: ” La notte prima di girare la scena, dissi a ‪RidleyScott‬: “La battuta che hai scritto mi sembra un po’ lunga. Se le energie stanno finendo, anche un replicante non può parlare così a lungo; secondo me non ha neanche il tempo di dire addio… Rendiamola più veloce, più semplice e profonda possibile. Ma concediamo a Roy[il replicante] anche un momento di saggezza”. Ridley rispose: “Sì, quest’idea mi piace”. Perciò, quando girammo la scena, ho tagliato un po’ l’inizio; poi ho recitato: “Ho visto cose che voi umani non potete neppure immaginare….” Quindi ho improvvisato la frase: “Tutti questi momenti andranno perduti come lacrime nella pioggia”; era così toccante che anche quelli che stavano filmando la scena si commossero”. -

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c’è la giacca?

10 Settembre 2016 Nessun commento

Il francese Jaques, che qualcuno al telefono chiamava ironicamente, da checca – ‘la Giacca’… il pianista che poi smise di fare concerti e fors’anche di suonare del tutto, quando ereditò dal padre molto denaro e volle diventare produttore di documentari in giro per il mondo, ma pure facendosi prendere dentro gorghi commerciali senz’altro più grandi di lui (in tutti i sensi)…  Anche se ne ho già forse abbondantemente parlato, trovo proprio incredibile il modo del tutto automatico che era uso di praticare – sempre quel solito-classico sesso orale: ci ripenso spesso e mi scatta sempre dentro una certa molla che mi sta sul gozzo, anche se  non sono affari miei… Ma, come recita la canzoncina “più ci penso e più mi viene voglia di…”, mandare tutto affanculo. – E’ un po’ come ricevere da un’anonima girl una mail come quella che – non so bene perché è stata spedita proprio a me qualche giorno addietro (con tanta gioventù vogliosa che c’è in giro!) – e che affermava-bruscamente: “Ho ventudue anni e voglio un bel cazzo nella figa!”. – Ma questo è niente, se paragonato al ‘fare’ all’agire insomma, della Giacca del-tempo-che-fu… – Divento morboso se ci penso, se lo ri-vedo in azione: abbassa sempre notturnamente il finestrino dell’auto, e si ferma sempre in certe strategiche piazze o piazzette; nel buio i giovanotti che sanno o non lo conoscono neppure, si avvicinano. Lui non guarda nessuno in faccia, il che è un po’ diverso dal dire “Non guarda in faccia nessuno”, il doppio-senso o triplo&multiplo-multiforme che ne so… è più sottile ovviamente. – Di solito si lamentava poi, che i cazzi erano abbastanza piccolini, li chiamava ‘dei bimbi piccini desiderosi solo di espellere le loro càccole”; il midollo insomma che lui quasi sempre beveva con una certa qual-avida eleganza e finta-noncuranza;  era sempre così, il gioco ripetitivo per diversi anni; poi quasi di colpo si ruppe in lui qualcosa, un’amarezza psichica lo pervade anche a poco a poco, fino a desiderare di…morire? O di cambiare città e nazione, un po’ come voler sparire di colpo nel nulla. Potendo economicamente permetterselo, e con tutta la sua esperienza in materia musicale – e con la sua frenetica maniera-erotica, totale e finale-desiderio di andarsene (allora) ad abitare a Parigi, come cantava quel poeta greco-antico “io conosco i canti di tutti gli uccelli”. – E’ brutta cmq questa frenesia di far ‘venire’ ad ogni costo qualcuno, senza neppure x un attimo averlo guardato (non dico osservato) negli occhi. Se fosse ancora vivo, cosa direbbe lo scrittore americano molto ricco, che viveva in Italia in quella bella villa a Rovello(sopra la costa amalfitana) col suo amico d’una vita? E cosa direbbe se fosse ancora vivo, con il viso eternamente un po’ ‘pesticchiato’…quel gran-vecchio delle celebrate Primavere Musicali spoletine? Allora…Quando si riversavano i musicòfili&melòmani-un po’-mitòmani di mezzo mondo appunto, a Spoleto!

Ieri-sera ho guardato un bel film con quel grande attore prematuramente scomparso, Philip Seymour Hoffman, non ricordo già più il titolo ma ricordo le sue notevoli espressioni, che fanno a volte davvero IMPRESSIONE, ossia che RIMANGONO impresse – era l’attore a cui l’ottimo Matt Damon rompe la testa con la testa di pietra d’una statua in quel di Roma, perché e quando si vede scoperto (per aver fatto fuori Jude Law in quell’altro film girato sulla Costa Amalfitana, ambientato negli anni ’50 del prec. sec.) – - – Ne ho viste tante nel precedente secolo, e forse anche in quelli precedenti… Cosa saranno mai le mie, le nostre angosce e afflizioni se paragonate a quelle di Annibale, che durante il lungo passaggio delle Alpi per arrivare finalmente nella penisola italica, perse circa un terzo del proprio esercito, morirono insomma per vari disastri circa 24 mila dei suoi soldati. – Al vech falegnàm piemuntés, il Pàpero, dal lag ad Mergozz, quand mi l’accumpagnavi infin ad Umégna al mercàt del sàbet… durante la trasferta, insùma-làà – am parlava semper ad Napoleon et Giulio Cesare, chissà parché… Forse per via dello stupore – devo ripeterlo? – dei soldati romani nel vedere dall’alto le mura già ben fortificate (“Oh!Moenia!”- O-megna): tale paese in fondo al lago d’Orta (che lo stesso Nietzsche era venuto a visitare in treno con la graziosa Lou Andreas Salomé, attrice Dominique Sanda  nell’abbastanza suggestivo film della Cavani).

(un  mio ‘antico’ compagno di scuola, il Giggi)

 

 

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Deh..alùra?

9 Settembre 2016 1 commento

“Deh, agh vol la panscé(o)tta afumigàda da mèta in dei spaghétt!”(=ci vuole la pancetta affumicata da mettere negli…), mi faceva il Vito-piemontese-lacustre tra una canna e l’altra nei ann-vutànta(ottanta) ed io di rimando a lui che si credeva ateo-completo: “Se è per quello ci sono tanti&troppi che sono più che altro ‘cattolici’ in senso ottuso&inquisitorio, e quindi non sono certo dei veri ‘cristiani’ nel senso di ‘condividere’…” – tema questo che andrebbe un po’ sviluppato a mo’ di saggio…ma chi ne ha più voglia di ‘scribere’ coi tempi che corrono…i suma mia pùù(=non siamo certo più) ai temp de l’ultima ghéra(guerra), cula là insùma!(=quella là insomma!).

Furono 80 mila tra romani guidati dal generale Ezio, e gli alleati Visi-goti del re Teodorico (da non confondersi con il re Ostro-goto Teodorico, che aveva la sua sede-regale in Ravenna, ed infine impazzito&molto sospettoso per il timore di perdere il potere, fece mettere a morte filosofi come Simmaco e Boezio, quel pensatore che in carcere fece in tempo a scrivere “LA CONSOLAZIONE DELLA FILOSOFIA”). – Intant la s’è facia viva su fb la piemuntesìna Marilù, oramai la gavrà quasi sessant’agnn… al so bisnònn l’era aiutante di campo et meccanic del celebre aviatore Francesco Baracca – durante la prima guerra mondiale… Passavo sempre  da piazza Baracca in Milano…Baracca, autentico asso dell’aviazione, nato a Lugo (Ravenna) e abbattuto in prov. di Treviso, era tra l’altro figlio d’una contessa de Biancoli; venne probabilmente ucciso da una mitragliata  da parte di un pilota austro-ungarico, o forse si sparò lui stesso alla tempia mentre cadeva col velivolo in fiamme. – - Mi stavo dimenticando di raccontare che gli 80 mila soldati di cui stavo parlando, affrontarono ai Campi Catalàunici, Chalons, 451 d.C. – (in uno scontro assolutamente devastante), ben 100 mila Unni di Attila: 50 mila Unni persero la vita; Attila fu quindi sconfitto, e morì poi in Ungheria durante la sua prima notte di nozze (lui era senz’altro carismatico ma assai corpulento e un bel po’ orrendo, però stando alle cronache la giovane moglie doveva essere una gran bella pupa…). Dimenticavo tra l’altro: in quella sanguinosissima battaglia perse la vita anche Teodorico re dei Visi-goti; il generale Ezio, invece di essere proclamato un salvatore dal suo sciocco imperatore Valentiniano III, viene ucciso per invidia, alle spalle, dallo stesso imperatore, che aveva fatto già sopprimere anche la propria madre Galla. Ma questo Valentiniano così pauroso e tirannico – alcuni mesi dopo viene però giustiziato da alcuni soldati rimasti fedeli a Ezio. — -Passando, prima di cadere in una specie di sonno ‘eterno’… a tutt’altro argomento:

mi ha appena suggerito (anche lei!) la moglie di quel toscano-non-maledetto che assomiglia a Cetto-Qualunquemente, che sarebbe meglio mangiare poca carne – ed anche il pesce – dato il grave inquinamento dei mari… Le varie carni vanno presto in putrefazione e noi (traducendo nei minimi termini) abbiamo uno stomaco, anzi un intestino  più lungo degli animali – quindi  quella putrefazione in noi sosta molto a lungo e produce alla lunga tumori ecc. – Perciò dobbiamo fare attenzione alle tossine-metabolìti come LA CADAVERINA E LA PUTRESCINA che “avvelenano il sangue e sclerotizzano il cervello”…Beh, non so cosa alla fine si potrà ancora mangiare: ci ciberemo essenzialmente di granaglie e di pillolone&pilloline?

In ogni caso, invece, storicamente parlando, e continuando il flusso pressoché ininterrotto di pensieri&sentimenti&sensazioni…non posso dimenticare che la stirpe romana risale ai troiani…

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Et noli ea scribere..

8 Settembre 2016 1 commento

Non dovrei più scrivere poesie

da quando avverto

sempre più prepotente
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          l’ala im-mortale che già
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            bambino visionario
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          indicò chiare le strade un po’ confuse
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          non troppo polverose
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              in qualità d’incarnat-ta pues-sia.
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quand’ero piccolo..

7 Settembre 2016 1 commento

Affini alla poesia i lievi passi

di qualche  animale sulla neve.

Anche da qui si vede la neve che perdurava in primavera

(sui monti della Corsica); ma presto quel po’ di neve

ci buca il cuore quasi di sfuggita,

benché non faccia cenere. I passi leggeri della neve,

affini alle onde del tuo grande sogno di mare,

Remoto via-vai mai veramente sentito nei deboli cuori,

benché a volte appartenga

ai sentieri o sentimenti interrotti.

Qui in Sard ci stanno un milione e 600 mila abitanti in tutto. Invece nell’arcipelago delle Canarie (dove di solito abita l’amico Mr.G, quello che in una foto dell’altr’anno mi tiene un braccio sulle spalle a mo’ di ala protettrice) – ci stanno 2 milioni e 100 mila abitanti ma x quasi 7500 km/q. Potrò mai visitare le Canarie? (Potrò mai più avere contatto con certi ‘luoghi’ che ritengo ‘amichevoli’? Come pensava anche l’imperatore Adriano, il cui spirito era ospite e compagno di un certo ‘suo’ corpo…). – Bé, le Canarie non c’entrano con quell’Adriano, che era in tutt’altre faccende, anche proprio geografiche-geopolitiche affacendato;  invece fin dall’antichità al mio spirito interessano particolarmente: sono composte da 7 isole maggiori e due minori – tutte di origine vulcanica, e formano una comunità(autonoma) della Spagna. – Ho fatto il calcolo che solo l’isola di Tenerife è grande (c.a. 2000 km/q di estensione): circa 40 volte la ‘sarda’ La Maddalena. Tutta la Sardegna invece, è estesa c.a. 25 mila km/q. – Mentre la Gran Canaria: 1560 di estensione. – Inoltre: il vulcano del Teide sull’isola di Tenerife, che è il terzo vulcano più grande del mondo, è alto ben 3718 mt. (montagna più alta – considerata – della Spagna!) – Le isole vennero chiamate Canarie dal latino ‘canis’, data la gran quantità di cani selvatici, i Dogo, e ne parlava già Plinio il vecchio, lo scrittore latino nato a Como, morto nel 79 d.C. perché, per sete di conoscenza, anziché cercare di scappare… si avvicinò troppo all’eruzione del Vesuvio.

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Qui in Sard siamo in pochi: Cagliari ha 150 mila abitanti, l’isola de La Maddalena è un comune di appena 11 mila abitanti, l’arcipelago omonimo è costituito da 7 piccole isole(principali) più altri isolotti per una superficie tot. di 49 km/q. – L’arcipelago de La Maddalena  venne abbandonato dall’uomo-antico a causa della caduta dell’Impero romano d’Occidente; quindi soltanto nel 17° secolo vi si stabilirono dei pastori còrsi…

L’è’ saltada via la foto dall’album-vécio che i gò sutta-man, ma l’autore da bambino era nato in questa vita il 04.03.58). – Ormai egli, con i suoi molteplici-diversi io-ex-freudianamente ‘polimorfus-perversus’, appare cmq affezionato ai suoi numerosi caotici percorsi di un po’ sempre disastrato esistenzialismo-interiore. – Perciò son costretto, seguendo uno dei tanti pensieri continuamente ricorrenti – ad aggiungere qui nuovamente le parole in italiano, dal ‘martirio (avvenuto in Sardegna in epoca di dominazione romana) di San Sebastiano’ che D’Annunzio scrisse in francese, anche perché andava spesso in Francia estivamente. “Sono il maestro dell’amore perché domino la morte” – ed il mio amico commediografo perugino, Max Bin, ci tolse dall’imbarazzo, affermando: “Oppure, nel duplice significato: sono il maestro dell’amore PERCHE’ LA MORTE MI DOMINA”; con buona pace di tutti – ecco tagliata ‘la testa al toro’. Ma testa di che tipo? Gesù, fai luce…

E sono in pena anche perché… c’era quel prete che lo sapeva bene, quel prete, il dettàme di Cristo “Vi mando come agnelli in mezzo ai lupi” – Raul Bova faceva la parte di quel prete polacco, una delle sue migliori interpretazioni, nel film sul Papa polacco; ma quel prete che viene ucciso per ordine di un capo-nazi, mi ha molto impressionato perché non vuole e non può cedere un minimo di fronte a quel potere così particolarmente aberrante. -

Diceva anche Leonardo da Vinci-Philippe Leroy-attore (al suo amichetto  che si lamentava “Ma allora perché stiamo qui?” – mentre sentivano i prigionieri torturati per ordine del Borgia-figlio): “Eh…Bisogna pur vivere, siamo qui x il companatico!”. Beh, intant mi i faghi ‘na minestrina ad legumi: cottura, bastan un déss minùii(=un dieci minuti)… In Pie’monte, il Vito alpestre-alpigiano a fine anni ’70 canticchiava il leit-motif: “Matài, dài che i fuma(=facciamo) un minestrùn-collettivv ad legumi et pancéta – parché accussì l’è ‘na roba cumpagna!” -

Sono in pena anche… ripensando che Federico Barbarossa della gran famiglia Hohenstaufen, (figlio di Federico il Guercio duca di Svezia),  vissuto poi appena 38 anni: 1152-1190 – aveva consegnato al luogotenente di papa Adriano, il povero ‘eretico’ Arnaldo da Brescia, in cambio d’essere incoronato imperatore del Sacro romano Impero: insomma, si sono scambiati dei favori… L’eretico in fondo era considerato tale perché predicava il ritorno della Chiesa alla povertà evangelica, un po’ come d’altronde sembra cercare un po’ di fare oggi papa Francesco. – La consegna di tale eretico venne effettuata nell’amena toscana-Val d’Orcia, ed il poveretto non fu nemmeno portato a Roma… ma fu ben presto impiccato e bruciato in sordina – in riva ad un fiumiciattolo nell’agro laziale, dove vennero rapidamente disperse le sue ceneri – questo… per evitare disordini et sedizioni eventuali nella Capitale. – - Invece  mi vien da sorridere se penso a quell’altro Federico, imperatrice di Germania, ché era appunto una donna, figlia della regina Vittoria d’Inghilterra; nel 1858 costei-la-Federico inglese aveva sposato il principe ereditario di Prussia, un deboluccio che pendeva dalle sue labbra. Ma il famigerato plenipotenziario germanico Bismarck le mosse sempre guerra; tuttavia Federico era donna coraggiosa e molto colta, ma ‘imperatore’ effettivo ci restò soltanto per 98 giorni, appena dopo la dipartita del marito-prussiano.

Queste info tra storia-e-poesia sono frutto di un ben strano individuo-anche certamente un tantino fantasioso, non fastidioso ma semmai grottescamente esigente; ma poco-nulla è affidato davvero al caso, e poco-nulla è perciò inverosimile. – Vado così a rileggere da certi appunti che presi a suo tempo: x la comparsa dell’uomo sulla terra bisogna andare indietro (o avanti-indietro) di due milioni d’anni;  la Storia poi, inizia 3500 anni a.C. con l’avvento o evento delle prime forme di SCRITTURA ad opera  dei Sumeri, popolo stanziatosi nell’attuale Iraq – nelle fertili regioni tra i fiumi Tigri-ed-Eufrate; i Sumeri inventarono anche la ruota, o meglio l’uso pratico della ruota. Tuttavia, proprio per il compimento(concepimento et sortilegio di concezione) di qualche originale forma artistica – è forse un bene che – a volte manchi invero qualche ruota; per questo qualcuno come me ha ben-detto: “Se mio padre non avesse avesse avuto via qualche rotella… io, quella notte non sarei stato concepito in qualità di..? – - Merito cmq degli spietati-abilissimi navigatori che erano i Fenici (terribili per i loro riti bestiali – come molto più tardi ad es. i Maya o gli Aztechi), se la SCRITTURA si diffuse poi finalmente in alfa-betiiiiii… Ecco: scriviamo grazie ai semi piantati qua e là da quei colonizzatori terrifici.

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stomatòloga):

6 Settembre 2016 3 commenti

Stomatòloga: – Posso cercare di  identificare un cadavere?….Ho lavorato infatti anche in medicin&legale a Bologna (in via Mangiacalli)…

e questo è il lavoro peggiore….Oppure: fare da Ctp…’consulente tecnico di parte in causa’…

Al: – Bella cosa il forense, nel tuo caso (mi sono un po’ informato) con  i seguenti – credo – settori di intervento:

1)identificazione dei resti scheletrici attraverso metodi dentali;

2)valutazione di lesioni da morso umano per scopi investigativi;

3)stima dell’età di soggetti viventi e cadaveri;

4)maltrattamenti, abusi e trascuratezza su minori ed adulti;

5)identificazione di sesso, specie e razza di ausilio sia in indagini giudiziarie che rilievi archeologici. – - – Brava!

 

Stomat: – Perfetto!! hai colpito… Purtroppo in tribunale…hai sempre un collega di fronte…e quindi dire ad un giudice che il collega

ha cannato…nn è bello!!però ti confesso che il paziente che si è rivolto a me in causa contro l’ex odontoiatra…ha sempre vinto!! con

risarcimento del danno! Oggi vado a Firenze…adoro questa città – e stasera a cena da ‘Italy’: son troppo viziata!

Al: – anch’io vorrei esser risarcito del danno (enorme) anche psicologico che ho subìto per tanti anni dai paré-serpé…

— Di tali città cmq non posso dire né bene né male, ricordo soprattutto in Milano o a Roma le tante scene erotiche in cui sono stato

attore-anche-protagonista…a Roma ad es. ospite del gay ‘Pesce-d’uovo’ e della sua Mirella-ninfomane…in un’appartamentino sotto il livello della strada,

in zona Cola di Rienzo.

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Longevità in Ogliastra-Sardinia&insula:

<Minestrone di legumi alla base della dieta della logevità dei centenari>… – Non ho ben compreso poi il tal commento:

“inutile dire che questo implica che un sacco di persone, inclusa me-proprio, sono in realtà considerate come deliranti

(perché magari non riescono a seguire ‘na dieta-un po-virtuosa) – Tipicamente non riesco a seguirti, ma assisto ferita…”

- Cosa significa? Probabilmente non si riferisce all’articolo, cmq risponderei come un mezzo-cavallo-stramazzato di Montale,

con le parole del suicida Esenin: “RITORNA IN TE, CHE OFFESA NON C’E’ STATA…”

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Am teléfuna l’avvucat (che as truòva nel cor ad Tourin, in prossimità del Tribunal pour la mediasiùn; ho delegato lui, vardé matài(=guardate ragazzi) non mi presento PERSONALMENTE anche parché al gh’è mia nuta(=non v’è nulla) da mediar con simili par-penti così falsoni peggio del peggior-Giuda; mi i provi madumàa(=provo soltanto) un gran squallore (loro sono andati a scovarsi un ‘loro’ avvocato che sarebbe meglio ‘perderlo che trovarlo’…). – Mi fa questo amichevole ‘servizio’ il Leo Sedus, l’avvocato che è mancino – ma non certo ambidestro: “Guardami per piacere quando ESATTAMENTE è entrato l’euro in Italia… Sto ultimando dei bei conti per te, che tu non ti sei mai voluto peritàre di fare, accidénti…”. – Ma ecco, prontamente il sottoscritto:  ”L’euro (il grande imbroglio) è entrato al posto della lira… è stato  im-posto in Italy (quale impostùra?) tra la fine del 2001 e l’inizio 2002 (1 gennaio)”. – - E pooi mi ‘g’ho delegàa anca l’amisa-stomatologa parché la fàga ad support all’avucàtt, in quant pooi lea am-coniùss(=lei mi conosce) da quasi cinquant’agnn, anca se po-oi l’ho mai pùù rivista… – Se i gò sbajà, i vigarùma(=Se ho sbagliato, lo vedremo). Stop; in touch i cass: as-pol-mia(=non-si-può) turnàa indré! Però i credi mia dèsa sùta un dio-fàuss!(Però non credo d’essere sotto un dio falso). Sarebbe stato più poetico parlare d’un ‘falso iddio’, perché non è la stessa cosa, specie in un idiòma-dialettale, ma fa niente.

I par-penti speravano che mi sarei presentato oggi-io stesso, ma non ci tengo a farmi fare su DI NUOVO come un salame – oltretutto cotto a dovere attualmente dal sole di Gallura. – Beh, sono nato a Torino in questa vita(non ci posso fare niente), ma (credenza superstiziosa o meno) provengo – lo ripeto ancòra come un’àncora invisibile di salvezza ultraterrena – dagli antichi astronauti. – In seguito, reincarnatomi…fuggii “di gente in gente” (come scrive Ugo Foscolo) – appena in tempo come molti altri – c.a. nel 1600 avanti Cristo, dall’isola di Santorini in preda a tsunami e scosse di terremoto che ci fecero INTENDERE fortunosamente – che di lì a poco sarebbe esplosa la grave collera del Vulcano adiacente; cmq là, amorevolmente curata e trasognata, sorgeva una delle città-concentriche ritenute di Atlantide, descritta così perfettibilmente dallo stesso Platone. Credo però che al contempo, altre civiltà atlantidée si fossero sviluppate ad es.  alla Canarie (che risultano infatti altre isole vulcaniche) e quindi per es. in Sardegna quando essa era ancora allacciata alla Corsica ed esistevano anche uomini enormi tipo i Ciclopi, descritti così bene nell’orale làscito, tramandato proprio tràmite-e-grazie la tradizione omerica ecc.

 

 

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